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Giu

MARCO MAURO

Casa Tealdi, Peveragno (CN)

Il progetto

Sulle colline di Peveragno, dirimpetto alla casa dei committenti, un piccolo fabbricato con porticato, inserito in un magnifico contesto pedemontano agreste, nasce a nuova vita grazie alla ristrutturazione e al modesto ampliamento dello stesso, sia dal punto di vista strutturale e architettonico e sia energeticamente.

Volontà della proprietà è stata infatti quella di ristrutturare l’edificio, maggiorandolo entro il volume architettonico delimitato dalla pantalera (il porticato) esistente, senza snaturare la stessa; ulteriore richiesta era quella di non deturpare con le necessarie lavorazioni l’area verde esistente a servizio dell’abitazione principale. La sfida dei progettisti è stata dunque quella di migliorare energeticamente e strutturalmente quanto già costruito e di realizzare l’ampliamento previsto senza danneggiare o modificare il tetto, frutto di un rifacimento eseguito qualche tempo addietro e già sufficientemente coibentato, mantenendo il più possibile, nella forma e funzionalità originaria il fabbricato oggetto di intervento.

Strutturalmente la nuova porzione è stata realizzata in legno con sistema a telaio. Tale tipologia è stata scelta per la velocità di esecuzione e per lo scarso impatto delle operazioni di ristrutturazione sul conteso ambientale adiacente, ovvero i giardini esistenti. Ciò ha richiesto comunque la realizzazione di una strada di cantiere con un piazzale interno di manovra che, al termine dei lavori, sono stati consolidati e rifiniti con piestrisco di cava e mantenuti come “strada bianca” di accesso indipendente al fabbricato ristrutturato. A lavori ultimati gli esterni sono stati sistemati con il posizionamento di travi in castagno naturali in modo da poter creare dei piani inclinati di raccordo tra i vari livelli del giardino.

Particolare attenzione è stata posta ai materiali utilizzati, tutti naturali e in piena linea con i principi della bioarchitettura grazie alla posa di un cappotto in fibra di legno e in silicato di calcio, alle strutture in legno dei vari orizzontamenti e delle pareti esterne, alle coibentazione dei solai controterra realizzata con lastre di vetro cellulare (vetro riciclato) e agli intonaci strutturali interni/esterni in calce naturale. Unica eccezione sui serramenti in materiale plastico con finitura “effetto legno”, scelti dalla committenza per una maggiore durata nel tempo e minore manutenzione.

Dal punto di vista energetico il piccolo fabbricato raggiunge di fatto l’autosufficienza ed è a pieno titolo un NZEB con un limitatissimo impiego di energia non rinnovabile.

Innovazione / sostenibilità

L’ampliamento dell’edificio è stato realizzato mediante una struttura in legno a telaio con interposta fibra di legno (120 mm) e isolamento esterno in pannelli sempre i fibra di legno da 100 mm). Una controparete interna per il passaggio impianti, coibentata in lana di roccia e finita con lastre in cartongesso, chiude il pacchetto dell’involucro opaco. 

Sono stati effettuate analisi agli elementi finiti per verificare la presenza di condensa superficiale e muffe, controllando anche le temperature nei punti particolarmente critici.

Dal punto di vista impiantistico, l’acqua calda sanitaria e il riscaldamento invernale sono assicurati da pompe di calore elettriche. La pompa per l’ACS, con potenza di 1.95 kW, è localizzata nel bagno del primo piano ed è dotata di un piccolo serbatoio di accumulo, mentre quella per il riscaldamento (8,5 kWt), del tipo aria/aria, fornisce energia a un sistema di ventilconvettori interni, posti nei vari locali e scelti per la rapidità nel portare gli ambienti alla temperatura desiderata. L’energia per il funzionamento di entrambi i sistemi è assicurata da due campi fotovoltaici da 7,29 kWp, installato sul tetto con esposizione sulle falde est e ovest per garantire la massima copertura del sistema. L’eccedenza di energia elettrica è stipata in un accumulo a servizio della casa nelle ore notturne o per la ricarica di un veicolo elettrico.

Il ricambio d’aria è assicurato con un sistema di ventilazione meccanica controllata puntuale localizzato nelle varie camere e programmabile sia in serie che individualmente. Tale scelta, rispetto a un classico impianto, è stata dettata dalle difficoltà di portare le condutture dell’aria nei singoli locali.

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