22
Lug

COHOUSING IN BIOEDILIZIA | MILANO

“Il recupero di una cascina a Quinto Romano integra scelte urbanistiche da centro storico, tecniche innovative per la bioedilizia, riqualificazione nZEB in un progetto partecipato che coinvolge attivamente la Committenza nella progettazione ed anche nelle fasi di realizzazione”

architetto Sergio Sabbadini

Milano. Il recupero di una cascina con tipologia a ballatoio è diventata l’occasione per realizzare un cohousing a livello familiare. Non solo: in questo progetto si sono sperimentate tecniche innovative di bioedilizia per una gestione basata solo su energie rinnovabili. L’edificio storico risalente a metà dell’Ottocento nel centro storico di Quinto Romano è costituito da quattro unità immobiliari.

Esse inoltre sono dotate di spazi comuni e superfici verdi, oltre a lavanderia, un laboratorio, attrezzeria e una gestione delle energie in comune per l’intero immobile. Il progetto rientra tra gli obiettivi del comune di Milano per la valorizzazione e recupero delle periferie e in particolare dei centri storici spopolati.

L’intervento ha mirato a una riqualificazione energetica tendente al livello nZEB in sinergia con un recupero basato su materiali specifici della bioedilizia, grazie all’esperienza dell’architetto progettista e committente. I proprietari, inoltre, hanno partecipato direttamente alla realizzazione degli interventi, In particolare hanno applicato tecniche bioedili, in affiancamento alle imprese affidatarie che hanno effettuato il grosso delle lavorazioni.

Elevati livelli di coibentazione e accumulo termico sono state effettuati con materiali naturali, quali:
– pavimenti magnesiaci posati su vetro cellulare con inserti in cocciopesto o in bambù;
– intonaci in terra cruda, calce naturale e gesso;
– pannelli semirigidi di canapa;
– lastre di calcio silicato.
Serramenti triplo vetro ed estrema cura nella risoluzione dei ponti termici hanno ridotto drasticamente il fabbisogno energetico di tutte le unità ai livelli di una casa passiva.

⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 43 di azero