Cantina di Collemassari | Cinigiano (GR)
Nel panorama dell’architettura produttiva contemporanea, la Cantina di Collemassari rappresenta un modello. Qui il legno non è solo materiale, ma principio costruttivo, dispositivo ambientale, medium paesaggistico. Spesso si ritiene che gli edifici industriali o agricoli richiedano un minore impegno progettuale. Questo complesso dimostra come sostenibilità, comfort e qualità dello spazio possano essere centrali anche nei luoghi del lavoro.
Anzi, è proprio in questi contesti che l’architettura trova nuove ragioni di senso. Si avvicina a una logica di tipo spontaneo, che governa luce, aria, calore e gravità in modo naturale ed efficiente. Il cuore del progetto è un corpo ligneo ventilato, scavato nella collina. Esso ospita la parte operativa della cantina: magazzini, locali tecnici e spazi di trasformazione.
La “scatola” di legno, rivestita in doghe, costituisce un elemento termoregolante. Esso è progettato per trattenere l’inerzia e al tempo stesso permettere la traspirazione. Il legno è qui protagonista. É reso tale dalle proprietà igroscopiche, dalla leggerezza ambientale, dalla capacità di dialogare con il clima e con il paesaggio.
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Il percorso enologico si sviluppa in verticale, secondo un principio “a caduta”. Esso segue la trasformazione delle uve in vino per sola gravità, evitando stress meccanici. Dalla terrazza di conferimento al piano più basso della barricaia, la cantina si apre via via al paesaggio. Pieni e vuoti si articolano e mettono in relazione la lavorazione interna con le vigne circostanti.
Sopra il corpo ligneo, una maglia leggera in cemento bianco definisce uno spazio pubblico. Qui si effettuano le degustazione e la promozione del territorio sotto una pergola, sospesa sul paesaggio, che ripara e filtra. Ancora una volta, il legno ritorna. I tamponamenti interni sono realizzati con lame orientabili, che regolano luce e ventilazione naturale in modo passivo.
La ricerca progettuale è condotta come un contrappunto. Tra razionalismo e organicità, tra la precisione strutturale del cemento e la flessibilità materica del legno. Non vi sono gesti formali superflui. Ogni inclinazione, ogni apertura, ogni sezione è giustificata da una necessità funzionale o ambientale.
Progetto: architetto Edoardo Milesi













