29
Nov

Un nuovo villino storico | Merate (LC)

“Il risultato ottenuto è stato per me importante perché sono riuscito a mantenere il progetto originale dell’Arch. Piero Borradori migliorando comfort ed efficienza energetica secondo i principi della bioarchitettura, unendo rispetto per la tradizione e innovazione sostenibile”

architetto Paolo Rughetto

Sulle colline brianzole, a Merate, un villino unifamiliare progettato dall’architetto Piero Borradori di Monza è stato oggetto di un ampio intervento di riqualificazione. Borradori, attivo soprattutto nel secondo dopoguerra, è stato interprete di un’architettura residenziale attenta al dettaglio e al paesaggio, capace di combinare funzionalità e sobrietà formale. L’intervento ha voluto rispettarne il linguaggio originario, aggiornando però radicalmente il fabbricato in chiave energetica e impiantistica.

Le murature perimetrali sono state isolate con pannelli in lana di roccia ad alta densità; la zoccolatura è stata realizzata in vetro cellulare, materiale impermeabile e resistente alla compressione. La soletta verso il sottotetto è stata coibentata con stratigrafia combinata: lana di roccia sul lato superiore e pannelli multistrato termoriflettenti all’intradosso, così da garantire comfort invernale ed estivo. I principali ponti termici sono stati corretti con sistemi integrati al cappotto. Quest’ultimo è rifinito esternamente con una rasatura a calce naturale, scelta per traspirabilità ed estetica.

I nuovi serramenti sono dotati di oscuranti con lamelle orientabili, gestite da sensori di temperatura interna che modulano l’apporto solare. La copertura è stata rinnovata con tegole in alluminio, leggere e resistenti; esse reinterpretano in chiave contemporanea la precedente copertura in eternit, garantendo lunga durata e protezione dagli agenti atmosferici.

Il vecchio impianto a gas con radiatori è stato sostituito da una pompa di calore aria-acqua con pretemperamento geotermico idronico passivo. Ciò riduce i picchi di carico e ottimizza l’efficienza. Il cuore dell’impianto è un aggregato compatto multifunzione, certificato nZEB e Passivhaus. Esso integra riscaldamento, raffrescamento, ventilazione meccanica con recupero di calore e produzione di ACS. Il pavimento radiante, controllato da sensori ambientali, previene la formazione di condense interstiziali, evitando l’installazione di deumidificatori separati. Un impianto fotovoltaico con batterie di accumulo garantisce ampia autonomia energetica, contribuendo a coprire gran parte del fabbisogno annuo.

⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 49 di azero