VILLA BIANCA | BENEVENTO (BN)
“Villa Bianca reinventa una residenza esistente con volumi essenziali, materiali autentici e spazi aperti al paesaggio, creando un dialogo tra esigenze familiari, contesto e genius loci, senza concessioni vernacolari”
Atelier Lampugnale Morando – arch. Laura Lampugnale
Dalla necessità della committenza di riconfigurare e ampliare un fabbricato residenziale situato in campagna, la cui costruzione era stata interrotta dopo la realizzazione delle strutture e dei tamponamenti, nasce Villa Bianca. L’abitazione ha offerto la possibilità di rapportare la qualità architettonica alla tradizione archetipica del luogo e ai desideri della committenza, secondo un vocabolario linguistico e materico contemporaneo. Il progetto risultante è dunque l’espressione di un’assonanza intellettuale o semplicemente di condivisione di intenti tra committenti e progettiste; è inoltre conseguenza della capacità di esprimere i propri bisogni da una parte e di saperli realizzarli dall’altra.
Le esigenze funzionali hanno originato una nuova distribuzione degli spazi interni. Sono state modificate aperture e prospetti della preesistenza e ciò si è tradotto compositivamente in uno sviluppo su due piani della villa. Il livello inferiore ospita l’area living e della convivialità, strettamente connesse al verde del giardino grazie alle ampie aperture vetrate; superiormente si trova la zona più privata e intima delle camere da letto. Terrazzi e balconi spostati all’indietro rispetto alle superfici della facciata bucano la massa volumetrica, sottraendone peso. Differenti rivestimenti esterni esaltano l’andamento di fasce e volumi che slittano orizzontalmente per generare arretramenti e aggetti.



L’edificio è stato inoltre efficientato energeticamente, raggiungendo una prestazione energetica ben più elevata e superiore a quanto richiesto dai minimi di legge, adottando per l’involucro una soluzione di isolamento ventilato delle facciate. Questa soluzione ha previsto la posa di un sistema termoisolante composito, costituito da un pannello coibente, rivestito con una lamina di alluminio. Esso svolge pertanto la doppia funzione di supporto per i rivestimenti di facciata e dicreazione della camera di ventilazione.
Tale tecnologia ha permesso di agganciare senza difficoltà le pesanti lastre in pietra naturale di breccia irpina bocciardata sia le più contemporanee doghe in WPC effetto legno dal peso molto più contenuto. L’installazione dell’isolamento ventilato sulle pareti ha limitato l’accensione dell’impianto di riscaldamento a pochissimi giorni all’anno, anche se l’edificio si trova in una zona climatica non propriamente calda.
⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 42 di azero











