SUPERSERIOUS | MARENE (CN)
La riqualificazione e il recupero di una villa del 1950 circa ha portato i progettisti a riflettere su quanto sia fondamentale ristrutturare il patrimonio costruito senza snaturarne l’architettura. Una rilettura contemporanea degli elementi tipici dell’epoca ha dato vita a un edificio basato su un approccio low-tech che ricerca l’anima originaria della villa.
L’edificio rinnovato ospita sia uno studio professionale sia un’abitazione privata. Si presenta come una reinterpretazione contemporanea di elementi tipici dell’architettura degli anni ‘50. La casa si sviluppa su tre livelli distinti. Al piano terra trova spazio lo studio professionale, mentre i piani superiori accolgono la residenza. La suddivisione degli spazi garantisce una separazione funzionale tra lavoro e vita privata, rispettando al contempo l’integrità dell’edificio. Uno degli elementi centrali del progetto è stata la volontà di preservare la distribuzione originaria, arricchendola di un dialogo costante con l’esterno.



Per questo progetto è stato adottato un approccio low tech. Si è data più importanza a coibentazioni efficaci sia in estate sia in inverno, ai sistemi di oscuramento e alla ventilazione naturale, abbracciando un approccio progettuale bioclimatico. Si è deciso di non inserire un impianto di ventilazione meccanica controllata e neppure quello di raffrescamento. L’intervento di adeguamento sismico ha reso possibile anche il recupero del sottotetto.
Questo progetto dimostra come un edificio del passato possa essere trasformato in uno spazio abitativo e lavorativo contemporaneo, senza rinunciare alla sua anima originaria. La villa non è solo un esempio di recupero e reinterpretazione, ma anche una testimonianza di come l’architettura possa creare un dialogo armonioso tra memoria e innovazione.
Progetto: arch.tti Elisa Mensa a Claudio Bosio – Fluido Arch
⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 46 di azero











