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CINE-TEATRO GUIDO | SUZZARA (MN)

Il “Cine-Teatro Guido” ha da sempre rappresentato per la comunità suzzarese, prima ancora di essere un luogo di aggregazione sociale, un motivo di orgoglio da esibire alla provincia mantovana. La posizione geograficamente strategica della città contribuì infatti a farla diventare uno dei centri più rinomati dell’Oltrepò mantovano. Con l’avvento del polo ferroviario combinato alla fiorente economia locale, la città intraprese un rapido sviluppo culturale e sociale. In questo clima affondano le radici del “Teatro Sociale”.

L’ingegnere Francesco Piazzalunga, a cui si deve il progetto e la realizzazione del teatro, si distinse nel panorama locale come figura chiave nelle vicende culturali della città. Il teatro racchiude in sé una lunga storia costruttiva costellata da continui adeguamenti, pensati per rispondere alle esigenze della nascente arte cinematografica. Inaugurato nel 1895, l’edificio si presentava dunque come un classico teatro “all’italiana”: una platea a ferro di cavallo e tre ordini sovrapposti di palchetti lignei. Il teatro rimase in uso fino al 1936, quando, con il rapido sviluppo del cinema, venne riconvertito in cinematografo.

Nel maggio 2012, dopo quasi trent’anni di abbandono, l’edificio fu segnato da un’ulteriore ferita, inflitta dallo sciame sismico che investì l’intera Emilia-Romagna. Tale evento lo rese completamente inagibile e pericolante. Il teatro è stato pertanto sottoposto a interventi di restauro e di rifunzionalizzazione architettonica. Singole discipline si sono interfacciate durante la fase progettuale per contribuire, ognuna di esse, all’aspetto finale dell’intero edificio. Particolare attenzione è stata posta all’aspetto conservativo del manufatto, preservando la spazialità e la consistenza materica, tipica della tipologia architettonica. Sono stati inoltre integrati gli aspetti acustici, impiantistici e quelli di sostenibilità tecnico-ambientale. Il progetto ha infatti ha rispettato i CAM sia in fase di progetto sia in fase realizzativa) relativamente alle indicazioni per i beni monumentali vincolati.

Progetto: ing. Nicola Berlucchi, arch. Sergio Maria Massone; ing. Alessandro Trevisi – Studio Berlucchi s.r.l.