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Giu

Casa Nido di Luce | Provincia di Cuneo

Il progetto Nido di Luce nasce dal recupero volumetrico di un sottotetto non abitabile, trasformato in una piccola dimora dalla forte identità luminosa. L’intervento valorizza l’esistente – in particolare la struttura lignea a vista – e ne affina la percezione con una palette bianca, estesa a pareti e copertura: un’unica pelle che unifica, dilata e riflette la luce naturale.

Il legno originario, dai toni caldi e rossastri, viene così reso neutro e rarefatto, mentre la nuova pavimentazione in grès porcellanato effetto legno introduce calore tattile e continuità materica, bilanciando la purezza del bianco. La zona giorno è concepita come un open space fluido che mette in relazione cucina, pranzo e living; l’assenza di barriere visive amplifica le proporzioni e favorisce usi diversi nel corso della giornata.

Nuovi lucernari portano una luce zenitale diffusa e un’efficace aerazione naturale, costruendo un ritmo di chiaroscuri che sottolinea le geometrie del tetto. Al centro, un elemento-parete organizza il layout: non semplice divisorio, ma corpo tridimensionale che integra parapetti, una passerella sopra la scala e un sistema di montanti e traversi metallici. La sua presenza, percepibile da ogni punto, definisce ii cuore visivo della casa e guida le viste senza compromettere la continuità luminosa dell’open space. Il progetto di arredo è misurato; l’illuminazione integra linee di luce e applique puntuali per sottolineare geometrie e matericità senza appesantire lo spazio. Il risultato è un interno nitido e accogliente, dove i limiti del sottotetto diventano occasione compositiva e qualità abitativa.

L’innovazione e la sostenibilità di Nido di Luce risiedono in una strategia progettuale consapevole, orientata alla valorizzazione dell’esistente e all’efficienza spaziale come principi fondanti. Il recupero del sottotetto diventa gesto di rigenerazione urbana a consumo di suolo nullo, capace di restituire valore d’uso e qualità percettiva al costruito esistente. Il progetto dimostra come vincoli geometrici e dimensionali possano essere interpretati come opportunità compositive, generando spazi funzionali e di forte identità formale.

Progetto: architetto Marco Borsotto