Stazione Centro Direzionale | Napoli
Nell’area del Centro Direzionale di Napoli, all’interno del masterplan originariamente progettato da Kenzo Tange negli anni Settanta, ha preso vita la nuova stazione della metropolitana progettata da Benedetta Tagliabue – Miralles Tagliabue EMBT, progetto che si inserisce in un più ampio programma nato nel 2004. In quell’anno, infatti, il Comune di Napoli incaricò alcuni architetti di fama internazionale di progettare le stazioni per la nuova linea della metropolitana della città.
L’iniziativa si proponeva di conferire un’identità fortemente riconoscibile a contesti urbani precedentemente omogenei grazie alla linea della metropolitana (nota come “Tripla A”), ispirata al filo conduttore che voleva unire “arte, architettura e archeologia” di cui il capoluogo campano è ricco. Concepito come un centro tecnologicamente avanzato e organizzato su più livelli di traffico, il Centro Direzionale è separato dal tessuto urbano storico e nel tempo si è progressivamente isolato dalla città, diventando un luogo di difficile riappropriazione da parte dei cittadini e trasformandosi infine in un ambiente pericoloso a fine orario di lavoro.
In questo contesto la nuova stazione ferroviaria e metropolitana del Centro Direzione di EMBT si propone quale collegamento che vuole instaurare un nuovo rapporto tra il terreno “naturale” della città, tipicamente vulcanico, e il sito “artificiale” progettato da Tange, rompendo con la linea flessuosa della copertura la rigorosa presenza degli spigoli vivi delle torri vetrate che oggi caratterizzano l’area. Il progetto della Stazione Centro Direzionale nasce al di sopra dei binari della linea già in funzione e sostituisce una precedente pensilina che riparava l’accesso dei passeggeri alle scale.
Emergendo dal basso come un organismo composto da una serie di volte in legno dinamiche e di differenti dimensioni, la nuova stazione trasforma l’area centrale del polo amministrativo e finanziario in una piazza fluida e organica, ricreando la sensazione di “passeggiare nel bosco” all’interno di un quartiere direzionale. La scelta del legno come materiale principale è stata una delle decisioni chiave del progetto, in quanto questo materiale ha permesso di realizzare una struttura organica e permeabile che richiama le zone più antiche di Napoli, contrapponendosi con le sue volte sinuose dalle tonalità calde alle quasi asettiche architetture circostanti, fatte di spigolosi volumi in acciaio e vetro.
Progetto: Benedetta Tagliabue – Miralles Tagliabue EMBT
⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 57 di legnoarchitettura











