17
Set

Villa B | Madonna di Campiglio (TN)

Nel tessuto residenziale di Madonna di Campiglio, Villa B nasce per reinterpretare il tema dell’abitazione permanente all’interno di un contesto fortemente caratterizzato dalla presenza di seconde case e strutture legate alla ricettività turistica. Il progetto sostituisce un edificio degli anni Sessanta con un nuovo organismo residenziale concepito per accogliere più nuclei appartenenti alla stessa famiglia. La scelta della demolizione e ricostruzione non deriva soltanto dall’esigenza di adeguare le prestazioni energetiche e impiantistiche dell’edificio preesistente, ma anche dalla volontà di realizzare un nuovo modello abitativo capace di rispondere alle esigenze contemporanee di comfort, sostenibilità e flessibilità d’uso.

Il fabbricato ospita quattro unità residenziali: un appartamento nella porzione in calcestruzzo del piano terra e tre abitazioni distribuite nei livelli superiori realizzati in struttura lignea CLT. La composizione comprende appartamenti simplex e duplex, concepiti per garantire autonomia funzionale pur mantenendo una forte relazione tra i diversi nuclei familiari. L’architettura si sviluppa a partire da un volume compatto che viene progressivamente modellato attraverso logge, arretramenti, grandi aperture e sbalzi che ne alleggeriscono la percezione.

Il volume viene scavato in corrispondenza delle logge e degli sfondati delle finestre, creando una sequenza di pieni e vuoti che dà profondità alle facciate. La pianta romboidale supera la rigidità degli schemi distributivi tradizionali, generando una relazione dinamica con il lotto e con il paesaggio. Più che affidarsi a riferimenti vernacolari, il progetto interpreta alcuni principi tipici dell’architettura alpina – compattezza, matericità e attenzione alla luce – attraverso un linguaggio contemporaneo.

Particolare considerazione è stata dedicata alla luce naturale. Le aperture non seguono una scansione ripetitiva ma sono dimensionate e posizionate in funzione degli ambienti interni e dell’orientamento. Finestre a filo facciata, aperture arretrate e grandi superfici vetrate concorrono a costruire un dialogo continuo tra gli spazi domestici e il paesaggio montano.

Progetto: Federico Dallavalle

⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 57 di legnoarchitettura