Cappella | Chiusi della Verna (AR)
Il sentiero che conduce dal Santuario della Verna al Monte Penna si arricchisce di un nuovo itinerario di fede. Un percorso Via Crucis, segnato da quattordici stazioni in pietra, conduce infatti a una piccola cappella dedicata alla Resurrezione. Il cammino ha inizio in prossimità del cimitero del Santuario, dove un pilastro in pietra con l’immagine della Madonna accoglie i pellegrini. Lungo il sentiero, noto come “Sentiero del Cardinale”, si susseguono le stazioni della Via Crucis, ognuna delle quali invita alla riflessione e alla meditazione. L’ultima stazione si trova ai margini della foresta antica, segnata da una tempesta nel 2015. Da qui, il sentiero prosegue verso la cappella, situata su una piccola altura e raggiungibile dopo una breve passeggiata.
La lettura critica del contesto ha comportato la necessità di confrontarsi con le tracce visuali esistenti valorizzandole attraverso l’inserimento del piccolo edificio all’interno del paesaggio. La sua forma, la posizione e il suo orientamento sono il risultato dello studio dell’impatto visuale e del rapporto con il contesto in termini morfologici e relazionali. Il volume stereometrico della Cappella e la linea inclinata della copertura che segue una linea di forza del paesaggio – l’andamento del crinale della montagna – catturano lo sguardo e rivelano la direzione. La semplicità formale e la sobrietà dell’impianto compositivo richiamano il linguaggio del Santuario e delle altre cappelle nel bosco. Il messaggio francescano di povertà, semplicità ed umiltà è cosi reinterpretato.



La cappella, dedicata al mistero della Risurrezione, invita il visitatore in un percorso spirituale articolato in tre momenti. L’accesso, indiretto rispetto al percorso di arrivo, richiama la consapevolezza dell’uomo di accingersi a Dio e prepara alla riflessione e all’introspezione. Il filtro, tra l’ingresso e lo spazio sacro, è contraddistinto da ridotte dimensioni e assenza di luce e simboleggia metaforicamente il passaggio dal buio della morte alla luce della vita eterna. Lo spazio sacro, inondato di luce naturale, è il culmine del viaggio, un luogo di contemplazione e di unione con il divino.
I muri perimetrali sono realizzati in blocchi di pietra locale sbozzata e determinano masse precise e rapporti limpidi. La variazione della dimensione e della posizione dei blocchi di pietra, consente alle pareti di divenire uno strumento per la regolazione del rapporto luminoso interno. Lo svuotamento della massa muraria permette alla luce di penetrare all’interno dello spazio generando potenti fasci luminosi che evocano e richiamano la perpetua presenza divina. La copertura inclinata, e quindi l’altezza crescente verso la zona dell’altare, enfatizza il rapporto con Dio e la dimensione spirituale dello spazio. Il metallo scuro contrasta con i giochi di luce prodotti dalle pareti perimetrali.
Progetto: architetto Emmanuele Bortone






