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Giu

Terra Prava | Romano d’Ezzelino (VI)

Dal desiderio del committente di vivere in un luogo suggestivo e a stretto contatto con la natura è nata un’azienda agricola biodinamica, Terraprava. Essa vuole restituire all’architettura la sua vocazione originaria: abitare in equilibrio con la Natura, rispettandone i cicli, i ritmi e i paesaggi. I vigneti biodinamici, l’apicoltura e le coltivazioni biologiche dell’azienda, quindi, non sono elementi accessori, ma parti integranti di una visione unitaria in cui il contesto è posto al centro degli obiettivi progettuali e realizzativi. Tutto ciò ha portato alla costruzione di un edificio rurale caratterizzato da materiali naturali ed ecosostenibili, quali il legno e la paglia: un’architettura che adatta le sue forme al paesaggio bucolico.

L’idea architettonica ha preso forma attraverso una metafora: uno strato continuo, un tappeto srotolato, che segue il falso piano alla base del Col Roigo e sul quale si adagia il volume dell’edificio. I tagli, le bucature e le aperture sono modellati in funzione dei principali coni visuali. Il tetto verde asseconda invece naturalmente l’andamento del pendio, contribuendo alla continuità visiva e ambientale. Il risultato è un’architettura profondamente radicata nel luogo, generata esclusivamente dalla relazione con questo paesaggio rurale e idilliaco.

Gli spazi interni sono concepiti come ambienti dedicati al benessere, alla condivisione e all’esperienza sensoriale. Alla cantina ipogea, luogo di ospitalità e produzione, si affianca la parte residenziale. In questa parte le aree private e di relax dialogano con la cucina e il living, spazi aperti verso il panorama. La luce naturale, diventata materia progettuale, scandisce i ritmi della vita quotidiana trasformando gli ambienti nel corso della giornata.

La struttura fuori terra dell’edificio è costituita da un sistema costruttivo in legno e paglia, scelto per le sue elevate prestazioni ambientali e per la capacità di rinnovare tradizioni costruttive ancestrali. Terraprava non è dunque soltanto un’abitazione, ma un laboratorio di vita rurale contemporanea. Un luogo in cui architettura e agricoltura si intrecciano, dando forma a un modello: qui artigianato e tecnologia, innovazione e tradizione si uniscono per costruire un’identità fortemente radicata nel territorio e, al tempo stesso, aperta a nuove pratiche sostenibili.

Progetto: Open Mind

⇒ il progetto completo è pubblicato sul numero 56 di legnoarchitettura